Anche gli amplificatori sognano tamburelli elettrici? Robert Rich e la nascita dello Sleep Concert

Aggiornamento: 19 feb 2021

Se avete problemi di insonnia, la pratica dello Sleep Concert potrebbe esservi d'aiuto, che voi siate musicisti o semplici ascoltatori...




Uno Sleep Concert – e non sleeping concert!!! – funziona così:

le persone sono invitate a mezzanotte nel luogo del concerto munite dei propri sacchi a pelo, cuscini, coperte... Allo scoccare della mezzanotte i musicisti iniziano un concerto pensato per conciliare il sonno del pubblico: nell'arco delle sette ore, il volume del suono decresce e le sonorità si fanno sempre più fumose e labili per aderire al meglio allo stato onirico senza arrecare disturbo; funzionale al placido risveglio dei dormienti, la trama sonora ricresce poi lentamente sino al culmine raggiunto alle sette del mattino.





Nei primi anni Ottanta, Robert Rich realizza il primo Sleep Concert della durata di nove ore attraverso una sintesi di suoni ritrovati, drone preparati e musica strumentale suonata a volume molto basso. L'intenzione era quella di raggiungere, con la musica, la zona di confine tra sonno e veglia per portare il cervello del dormiente a un cambio di percezione orientato verso il mondo interno. Nel dormiveglia, il mondo interiore e quello esteriore si mescolano e il risultato di quella fusione è una macchia sfocata. Come afferma Rich:


Quando arriviamo a comprendere la natura della coscienza, ci rendiamo conto che ci sono molti stati diversi in cui la mente è uno stato separato o interno provvisto di una sensibilità leggermente aperta verso l'ambiente, e ciò accade ancor più nel sonno REM, quando siamo in un sogno profondo. Possiamo avere esperienze oniriche durante gli stati ipnagogici e ipnopompici, che sono le parole tecniche per quando vai a dormire e quando dormi. Queste esibizioni erano destinate a creare uno stato di silenzio tale da permettere l'accentuazione della tendenza del cervello a costruire parole, facendoci entrare in un ambiente naturalmente allucinogeno - il tipo in cui entriamo ogni notte quando dormiamo. Così, come persona interessata alla psicofisiologia e alla psicologia cognitiva, mi sono trovato attratto dagli stati naturali di coscienza e dall'idea che siamo costruttori del mondo per natura, che la nostra coscienza crea costantemente il mondo in cui viviamo. Un ambiente costruttivo, un costruito.




Ma Rich non si era inventato la cosa dal nulla: Terry Riley, negli anni Settanta, aveva realizzato una serie di concerti lunghi una notte e anche le influenze extra-musicali furono cruciali: il lavoro di Stephen LaBerge sui sogni lucidi - quando il dormiente è consapevole di star sognando e di conseguenza è in grado di controllare i sogni - fu altamente formativo. Doppiamente importante fu per Rich l'esempio dei rituali di trance provenienti da altre parti del mondo. E così, grazie a tutte quelle esperienze, Rich arrivò al 1982 e a quel suo primo Sleep Concert, organizzato in una stanza nei dormitori dell'Università di Stanford dalle 11 della sera alle 8 del mattino, eseguito con un sintetizzatore modulare, due mangianastri, un eco a nastro, un delay digitale e uno a molla per una ventina di amici studenti.


In un mondo dominato da pisolini e dal ritmo delle "8 ore a notte", Rich pensa che dovremmo adottare un approccio più rispettoso e olistico al sonno:

Quando osservi le culture che ancora mantengono un rituale o una relazione sciamanica con la vita interiore, ti accorgi che sono molto aperte a condividere i loro sogni al mattino, a parlare della vita interiore. Ed è qualcosa che noi abbiamo perso; forse ci siamo allontanati da noi stessi come residuo del materialismo puritano. È questo lo strano stato in cui versa la nostra cultura: neghiamo la vita interiore e abbiamo pochissima confidenza con la vera religione, almeno nelle sfere intellettuali; tutto è visto in termini materialistici di funzionalità e misurato su quanto duramente puoi lavorare. Vivo qui nella Silicon Valley, dove tutti si vantano delle loro settimane lavorative di 60 ore presso Google e cose del genere. Trovo che questa vita sia un po' carente di alcuni aspetti fondamentali dell'esperienza umana.



Rich ha smesso di esibirsi nei suoi Sleep Concert intorno al 1986, a seguito di una mononucleosi "che ha spazzato via completamente la mia capacità di stare in piedi una notte intera". La sua pausa è durata fino al 1996, quando un DJ dell'università di Irvine lo ha invitato a eseguire una versione dei suoi Sleep Concert alla radio.



 


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Per saperne di più:

Joseph Morpurgo,Dreamcatching: The remarkable story of Robert Rich and the Sleep Concerts", Fact Magazine.








 


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