The Birds: come si scrive la rivoluzione del suono

Aggiornamento: 19 feb 2021

Nel 1963, Alfred Hitchcock scrive una profonda pagina di riflessione sulla dignità estetica della nuova musica raccolta in 6 righe e 14 parole nei titoli di testa di Birds



Nel 1956 – sette anni prima dell'uscita di Birds – i coniugi Bebe e Louis Barron firmano la prima colonna sonora interamente elettronica realizzata per il grande cinema di Hollywood, quella di Forbidden Planet - Il Pianeta Proibito. Sino a quella data, i mezzi musicali elettronici erano stati sfruttati dal mondo del grande cinema nella loro veste di effetti speciali, di suggeritori di stati emotivi dei personaggi, di annunciatori di imminenti catastrofi provenienti da altri mondi o altre dimensioni...


Purtroppo però ai coniugi Barron non fu riconosciuto questo primato: la gilda americana dei compositori per film non era ancora pronta a concedere dignità musicale al pionieristico lavoro dei Barron che comparve nei titoli di coda sotto la più dimessa voce di electronic tonalities.





Sette anni dopo, comparve sul grande schermo The Birds, un film apparentemente privo di colonna sonora che affronta, in un certo senso, tematiche pre-ecologiste attraverso la narrazione degli attacchi di uccelli assassini: potremmo quasi dire che The Birds è un film sulla rivolta della natura che si vendica delle malefatte dell'uomo. Riassuntivo a tal proposito è il discorso della vecchia ornitologa nella scena del ristorante, quando si rivolge così a Tippi Hedren, protagonista femminile della pellicola:


"Birds are not aggressive creatures, Miss. They bring beauty into the world; it's the mankind..."

Il discorso dell'ornitologa è però interrotto dalla voce fuori campo della cuoca che annuncia le ordinazioni pronte:


"Sam: 3 Southern fried chicken, baked potato on all of them".

Ecco il destino che l'uomo riserva a chi porta bellezza nel mondo.


Nonostante le superficiali apparenze, è impossibile sostenere che The Birds sia un film privo di colonna sonora: il silenzio frastornante che fa tenere il fiato sospeso è un silenzio composto, un'arma del linguaggio sonoro che trova potenza nell'assoluzione dell'aspettativa provocata dal chiasso del trautonium di Oskar Sala che nel film di Hitchcock dà voce agli uccelli e alle loro aggressioni, fondendosi con la manipolazione di alcune registrazioni ambientali.





Inventato da Friedrich Trautwein (1888-1956) nel 1929, questo strumento monofonico impiegava un circuito oscillante per generare le frequenze del suono e il suo funzionamento ricordava vagamente quello delle prime versioni delle Ondes Martenot.


Realizzato con mezzi artificiali e artificiosi, l'elettronico suono d'ambiente del canto degli uccelli diviene esso stesso parte di una innovativa colonna sonora orchestrata in un ritmo di silenzi ed espressioni musicali. Nei titoli di testa, Hitchcock dà la miglior definizione possibile del contributo dei compositori, investendo la nuova arte elettronica di una dignità espressiva potentissima. Neppure in questo film compare nei crediti il termine soundtrack ma vi troviamo l'impiego della parola composizione – un notevole passo avanti rispetto a quanto accaduto con il lavoro dei Barron – e una consulenza per il suono esercitata da un professionista tutto rispetto:

Electronic sound production and composition by Remi Gassmann and Oskar Sala. Sound consultant: Bernard Herrmann.




Parafrasando la stringata presentazione dei titoli di testa:

non si parla più di musica ma di suoni prodotti elettronicamente e provvisti di una dignità musicale, di materiale estetico frutto della tecnologia e dell'attività dell'intelletto che i compositori impiegano per realizzare una forma evoluta della vecchia musica.


L'uso dei silenzi o il gracchiare degli uccelli non sono causali.


I suoni sono solo in apparenza effetti speciali: in realtà sono magnificamente scritti e orchestrati come si farebbe con una qualsiasi composizione, avvalendosi – tra l'altro – della consulenza di Bernard Herrmann, conclamato re del brivido sonoro.

In due righe, Hitchcock ha scritto una pagina di riflessione sulla nuova musica dandola in pasto al popolo dei drive-in e alla critica maligna dello Spirito della Tradizione.



 

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